Nelle labbra
Datemi un posto qualunque,
dove io possa sciogliermi un tramonto negli occhi,
un posto,
non importa se arrugginito,
stanco,
vissuto,
ma che io possa ammirare la luna puttana scivolare oltre quel viso,
tagliata da mille capelli,
datemi un posto,
uno,
uno solo,
dove il vento si respiri silenzioso,
un posto,
dove io possa morire,
senz’aria,
per poi rinascere ogni volta in quella bocca,
un posto e basta.
Visioni
Ad occhi chiusi,
ricordo,
come fosse domani,
fra le dita e nelle spinte di una passione,
che i battiti sono come segni lasciati da un tentativo di sguardo,
su polmoni intrecciati,
ancora,
e ancora,
e ancora,
ti chiedo la chiave dei sogni,
come per rivelarli ad uno specchio,
lo dice il mio respiro.
Prendi.
Capovolto
Come un respiro,
odio ritornare nel silenzio di due passi tra sguardi malcelati,
preferisco la tua schiena,
in fondo,
il viaggio si arresta sulle labbra,
e nello specifico,
sostiene perfino il peso del nulla,
capovolto [in apparenza]
il pensarti ha un movimento da ricordare,
sulla schiena,
e l’aria resta a segnare.






